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Versace, il coraggio di rischiare – Il Sole 24 ORE

Versace, il coraggio di rischiare – Il Sole 24 ORE

Aveva una voce meno possente di quanto non fosse il suo personaggio. Una gentilezza innata, una sfacciata ritrosia. Gianni Versace ha introdotto nella moda il concetto di rischio, rompendo uno schema, perché aveva intuito in anticipo che i segni forti non hanno confine di genere: che vengano dalla strada, come le spille da balia dei punk, oppure dai musei d’arte, tutti raccontano semplicemente la vita e ne costituiscono l’alfabeto.Gli abiti sono stati per Versace le consonanti di una lingua complessa e articolata che ha trovato grandi consensi ma anche innervosito i benpensanti. Perché attraverso il suo lavoro esprimeva sfumature sottili di sentimenti, passione e la fierezza della fisicità.
Fu lui a inventare il fenomeno delle supermodelle contribuendo a portare a cifre stellari i loro compensi, che difese e giustificò quando, più tardi, i media ne avrebbero denunciato l’assurdità. Insegnò a Naomi Campbell che ogni abito ha bisogno di un atteggiamento preciso e unico per essere interpretato.

Luglio 14, 2007 Pubblicato da scuola25 | Gianni Versace, Naomi Campbell, abiti, arte, couture, creazioni, moda, punk, stilista | | Ancora nessun commento.